JAZZaltro 2020

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#Ripartiamodaqui
JAZZaltro2020 apre con una piccola riflessione un poco autoreferenziale che nasce da una preziosa citazione: “E poi c’é questo nostro tempo in cui di sogni non si vive, ma senza si muore”. Andrea Melis, parolaio
Tempi duri insomma per i sognatori ma poi….parafrasando Wislawa Szymborskal, io preferisco la ridicolaggine dell’essere o apparire idealista piuttosto che non avere ideali (o non esserlo) ed imboccare la strada degli azzardi o quella dei rimpianti.
Una vita dedicata alla musica, la mia; da musicista il piacere intimo di condividere emozioni con il pubblico, in una seconda giovinezza il piacere altrettanto sottile di riuscire, da sognatore, a fare la stessa cosa proponendo concerti, immaginando e mischiando spesso musica, danza, reading, poesia, scultura, cinematografia, arte culinaria, direi ogni espressione umana purchè fatta con passione e soprattutto talento.
Il fine? Tutto ciò che a mio avviso si può condensare in una frase: “evocazione della bellezza”.
C’è musica e musica, c’è intrattenimento e cultura, c’è leggerezza che mette le ali quando siamo stanchi ed imbrigliati dalle a volte pesanti consuetudini quotidiane e ci può essere emozione intima, magari più profonda e dunque potente espressione artistica che ci fa sentire liberi e vivi.
JAZZaltro si sforza di essere uno stimolo alla riconquista del processo di aggregazione non virtuale. Una esigenza ancestrale, connaturata all’essere umano, purtroppo di questi tempi sopita o per lo meno non più di moda. La bellezza e l’intensità emotiva che ne può derivare ci ricordano in fondo chi siamo e forse anche da dove veniamo e ci restituiscono anche il coraggio di esistere. La bellezza la si può scorgere ovunque nella leggerezza di un cartone animato, come nella complessità di una scultura. Ma quando la percepisci ti senti in armonia con il mondo. E allora perché rinunciare. Vostro idealista.
Mario Caccia